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questo è il registro dei miei flussi di coscienza. Probabilmente non vi interesseranno, ma ho un blog da sfamare.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 ed inoltre ogni riferimento a fatti, persone o luoghi realmente esistiti od esistenti è del tutto casuale e svincolato dalla volontà dell'autore.
utente anonimo in Disneyland.
qualunquista in Bwahahahaha!
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qualunquista in Fra le cose meno imp...
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"Non ho nulla da dichiarare, se non il mio genio" - Oscar Wilde
"Riesco a resistere a tutto, tranne alle mie tentazioni" - Oscar Wilde
"Tesoro, sono semplicemente pieno di soldi. Sarà volgare, ma è meraviglioso! Tutto quello che desidero dalla vita è fare un sacco di soldi e spenderli" – Freddie Mercury
"Sono gay come una giunchiglia" - Freddie Mercury
"Together we stand, divided we fall" - Pink Floyd
"La naturalezza è una posa, e la più irritante che io conosca" - Oscar Wilde
"La vita è una splendida avventura dalla quale nessuno è mai uscito vivo" - Jim Morrison
"...peccato che gli unici capaci a governare questo Paese siano troppo impegnati a tagliare i capelli..." - Daniele Luttazzi, Adenoidi 2003
"Siamo tutti innocenti, ma il mondo è pieno di cadaveri" - Jim Morrison
"...non avevo capito che decidendo di farti venire al mondo ti mettevo solo la morte alle calcagna..." - Daniel Pennac, Monsieur Malaussene
"Io non sono d'accordo con quello che tu dici, ma darei la vita affinché tu lo possa dire" - Stephen G. Tallentyre
"Sono riuscito a smettere di fumare. Adesso vivrò una settimana di più, e in quella settimana pioverà a dirotto" - Woody Allen
"L'utopia è il necessario alzo balistico per centrare il bersaglio" - Baldo Savonari
"L’emozione più antica e più forte dell’uomo è la paura, e la paura più antica e più forte è quella dell’Ignoto" - Howard Phillips Lovecraft, L'orrore soprannaturale nella letteratura
"Non dico un centro, mi basterebbe una periferia di gravità permanente" - Brekane, Un diario pressappoco
"L'intelligenza militare è una contraddizione in termini" - Groucho Marx
"...Mi sono sempre chiesto perché la gente beve. La risposta sta cominciando lentamente a palesarmisi..." - Groucho Marx, Le lettere di Groucho Marx
"La figuratività non è mai innocente" - Algirdas Julien Greimas
"Quanto più si estende la grande conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini di cui ci è gradita la compagnia" - Ludwig Andreas Feuerbach
"Il Dio dell'uomo è l'uomo" - Ludwig Andreas Feuerbach
"I politici sono come i pannolini: bisogna cambiarli spesso, e per lo stesso motivo" - Anonimo
"Vivi come puoi perché come vuoi non puoi" - Graffito su un muro di Aosta
"Dio c'è ma non vuole essere coinvolto" - Graffito su un muro di Martinsicuro (Te)
"Fino a diciott'anni tutti scriviamo poesie. Da quest'età in poi sono due le categorie di persone che continuano a scriverne: i poeti e i cretini" - Benedetto Croce
"Die Arbeit macht frei" - Iscrizione sul cancello di Auschwitz
"...l'unica costante della vita è l'inevitabilità del cambiamento..." - Terry Brooks, I talismani di Shannara
"Ma il nano ticlì-clì-ticlì?" - Stefano Arbau
"Si-può-fare!" - Gene Wilder, Frankenstein Junior
"I soldati si mettono in ginocchio quando sparano, forse per chiedere perdono dell'assassinio" - Voltaire
"Quello che nessuno ha mai osato pensare dell'aldilà è che potrebbe essere assolutamente identico a dove siamo ora" - Adam Phillips, Monogamia
"In fondo, tutto è autobiografia" - Samuel Beckett
"Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo perfino il becchino sia triste" - Mark Twain
"Il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura" - Mark Twain
"La civiltà è un illimitato moltiplicarsi di inutili necessità" - Mark Twain
"Io non domando a che razza appartiene un uomo; basta che sia un essere umano; nessuno può essere qualcosa di peggio" - Mark Twain
"La responsabilità è individuale, non della comunità" - Mark Twain
"Chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli" - Lenny Bruce, Come parlare sporco e influenzare la gente
"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" - Mahatma Gandhi
"Ricordati che tutti si dimenticano" - Leo Ortolani, Tutto Rat-Man 26
"Se Gesù fosse stato ucciso venti anni fa, i bambini delle scuole cattoliche porterebbero delle piccole sedie elettriche intorno al collo invece delle croci" - Lenny Bruce
"La Satira è tragedia più tempo. Se aspetti abbastanza tempo, il pubblico, i recensori, ti permetteranno di farci satira. Il che è piuttosto ridicolo, quando ci pensi" - Lenny Bruce
"La satira è contro ogni potere, anche quello della satira" - Daniele Luttazzi
"Sanità mentale?! Spiacente, non ricordo...di aver avuto mai un simile fastidio" - Tite Kubo, Bleach 16
"Io in questi cinque anni ho vissuto, lei cos'ha fatto?" - Enzo Biagi intervista Daniele Luttazzi a RT
"Cuore fedele può avere lingua ribelle" - J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli
"In definitiva le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste" - Raymond Carver, Il mestiere di scrivere
"Il fuggiasco conta due volte ogni nemico" - J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli
"Confusione è una parola che abbiamo inventato per un ordine che non si comprende" - Henry Valentine Miller
"...si giunge al mattino soltanto attraverso le ombre" - J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli
"...ma...finché...siamo vivi...possiamo...sempre combattere" - Oh! great, Inferno e paradiso 32
"Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte" - Francois Truffaut, da "Corri, Francois!" di Enrico Vecchi
"Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera" - Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio
"A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" - Giuseppe Fava
"Qualche sciocchezza di tanto in tanto / aiuta tutti gli uomini a vivere d'incanto" - Gene Wilder, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato
"...e su questo, terra" - Matteo Tassinari, www.ilsatirosaggio.com
"E la rivoluzione, la contestazione, la piazza, erano state messe a tacere dando la droga ai giovani e la televisione alle mamme" - Michele Marziani, Umberto Dei
"La vita è una malattia mortale" - Soren Kierkegaard
"L'ammirazione...è il sentimento più lontano dalla comprensione" - Tite Kubo, Bleach 20
"All'uccidibilità nessuna concessione" - Dario Renzi, XIII Congresso Nazionale SR
"...la creazione è più del potere, l'arte più della politica. Che immortali sono le opere e non le guerre o i balli dei principi..." - Milan Kundera, L'immortalità
"Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza a leggere un libro" - Groucho Marx
"Potrà essere sacro per lei, giudice, noi abbiamo altre idee" - Groucho Marx, alla cerimonia del suo matrimonio
"Laggiù è seduto un uomo dalla mente aperta. Si sente lo spiffero fin da qui" - Groucho Marx, a proposito di Chico Marx
"Abbiamo recitato in città in cui oggi mi rifiuterei di essere seppellito" - Groucho Marx
"Je suis Marxiste, tendance Groucho!" - Graffito anonimo a Parigi, 1968
"Se mangiavi quello che loro davano, bastava appena per morire più lento" - Vladek Spiegelman, Maus
"Non possiamo lottare contro la natura e il pianeta" - Barry Commoner, Left 04/01/2008
"Sono così incompreso che non si comprendono neanche i miei lamenti di essere incompreso" - Soren Kierkegaard, Diario
"Chi è amico di tutti non è amico di nessuno" - Arthur Schopenhauer
"Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri" - Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena
"La bellezza matematica è una qualità che non può essere definita, non più di quanto la bellezza possa essere definita per l'arte, ma chi studia matematica, di solito, non ha difficoltà ad apprezzarla" - Paul Adrien Maurice Dirac
"Tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno pensa di cambiare se stesso" - Lev Nikolaevic Tolstoj
"Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è" - Miles Davis
"Lo scrivere è un ozio affaccendato" - Johann Wolfgang von Goethe
"Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle" - Charles Bukowski
"Non esistono ostacoli troppo grossi, signore. Esistono solo motivazioni troppo piccole" - Leo Ortolani, Rat-Man 65
"La scienza si costruisce con i fatti, come una casa con le pietre. Ma una collezione di fatti non è una scienza, più di quanto un mucchio di pietre non sia una casa" - Jules Henri Poincaré, Scienza e ipotesi
avete aperto la vostra mente in *loading*
Orologio gentilmente fornito da questa tizia
Amore mi dispiace dirtelo qui, ma non ho trovato nessun altro modo. Tu sei lontana, non ci sentiamo mai, e le poche volte che ci vediamo non voglio rovinarle per dirti quanto sono idiota.
Sono stato con una prostituta.
Non lo so perché l'ho fatto, non so nemmeno perché lo facciano gli altri, ma adesso so rispondere alla domanda che mi fece un amico tempo fa*. Adesso so che faccia ha uno che va a puttane. Una come la mia; stanca, con le rughe premature sulla fronte di chi è sempre corrucciato, una faccia triste.
Una faccia triste che entra in un appartamento triste, incontra una faccia che è felice solo per il ruolo che recita. -Cinquanta- e siamo entrambi nudi. Il prezzo del tradimento si è alzato un pò dai tempi di Cristo, sarà stata l'inflazione, l'euro, che ne so.
Forse mi sono sentito solo, per un attimo mi è balenato in mente il più feroce dei bisogni umani, forse quella prostituta eri tu, e non lo sapevo. Avevo bisogno di te, tu non c'eri, e lei era lì. Tutto qua? La persona sbagliata al momento giusto? Troppo facile.
Le ho dato anche il supplemento per il culo. L'ho stretta, l'ho graffiata, lei ansimava, ansimava per ogni centesimo che si era guadagnato. O sono io che sono debole, che sono stupido, che faccio schifo?
Mi faccio schifo. Mi sento sporco che nemmeno mille docce possono ripulirmi. Non so nemmeno se mi sono beccato qualcosa. La scena mi ritorna in mente senza che nemmeno chiuda gli occhi. Sono lì che parlo con questo tizio della LAV* e mi accorgo che resto a fissarlo in silenzio perché non vedo lui, vedo questo preservativo sporco di sangue che mi atterrisce, che mi sbatte in terra, non ci capisco più niente.
Ho paura e me ne vado. Scappo, lei fa finta di niente. Cosa gliene frega? In fondo è il suo lavoro no? O magari nemmeno sa, chissà da quale inferno viene.
Non sa niente lei, non so niente io, ed eccoci qui, uniti intimamente per un pò da un paio di banconote. Mi chiama -amore- ma che cazzo dice? Che ne sa lei? O lei ne sa più di me e io no? Nonono, non ci capisco niente.
Devo andarmene, in mezzo alla gente, in mezzo alle macchine, e spero che qualche malato di mente mi pianti una pallottola nel cervello perché quel giorno gli girava così. Se tutto finisse anche questo dolore se ne andrebbe. Domani torni, e leggerai questo, forse sarà un testamento.
Se vuoi cercare di capirmi, se vuoi aiutarmi, io sono qui. Ma se te ne vai fallo con tranquillità: tanto c'è già abbastanza terra su di me.
*spero si capisca che tutto questo è finzione, mi sono solo divertito a scrivere un pezzetto ispirato dalla domanda del mio amico (le frasi con l'asterisco sono gli unici riferimenti reali), tutto qui. Se la mia ragazza però non ci crede metterò il mio numero di telefono nei commenti, e fatevi avanti.
...talking to me / don't hold your breath / talking to me / don't hold your breath...
C'è una cosa che devo assolutamente mettermi in testa, ed è che la gente non vuole stare con me. Più che altro diciamo che "non gradisce" stare con me. Voglio dire, fra le due alternative, mi capita sempre di essere quella di ripiego. E non parlo di alternative tipo "ritirare il premio Nobel o uscire con me", ma soprattutto di cose come "raccogliere i pomodori o uscire con me", a prescindere dal fatto che a qualcuno piaccia da matti raccogliere pomodori la sera, ma questo porta il dibattito ad un altro livello, che non ci interessa in questa sede (si rimanda pertanto alla lettura di "Epistemologia del pomodoro. Da Kant al clan dei Casalesi", ed. Agreste, 2005).
Mentre scrivo queste poche righe mi rendo anche conto di aver perso quel rapporto "manuale" con la scrittura che ho conservato per anni, e che quasi era l'unica cosa che mi faceva andare avanti -mi dicevo. Proprio per questo trovo sempre meno ragioni nel dover restare in vita. Ma ci arrivo subito.
Ogni gesto quotidiano è diventata per me una lieve sofferenza. Non consideriamo per ora il capitolo salute, che non va mai come vorrei. Penso proprio alla routine, a quello che fa la gente normale. Alzarsi la mattina, ad esempio. Il gesto peggiore di tutti, perché dà inizio (o modo di entrare in scena) a tutti gli altri. Riprendere il contatto con un mondo veloce, fatto di furbi che cercano in ogni momento di appagare anche per un solo, brevissimo istante la loro sete di materialità a spese di chiunque altro. Cerchi di non isolarti dal mondo, leggi un giornale, e cadi in depressione (anche se non è "Il Foglio").
La cosa che odio di più nei giornali è il depistaggio dell'informazione, il modo in cui l'ubi maior minor cessat dei poteri economici e politici detti la scaletta di ciò di cui si deve o non si deve parlare, in mille modi: ponendo l'accento su notizie meno importanti ma più sensazionalistiche, affondando il dito nella piaga per delle puttanate, o con inchieste chilometriche sul fenomeno sociale del momento, che altrimenti non avrebbero nemmeno menzionato. C'è questa fame di scoop che ha soppiantato la sana "fame di notizia" vecchia scuola, per cui adesso si cerca solo il pezzo della svolta carrieristica, non più la notizia in sé o il voler dare la voce al cittadino che non ce l'ha. Oggi si mettono sulla piazza quelle persone che per un motivo o per un altro ci sarebbero già, volendole bollare magari come "normali" -certo. Vai a dire alla commessa del supermercato davanti casa mia che la Moric fa la sua stessa vita e vedi pizza che ti arriva.
I giornalisti non rispettano più nemmeno la regola delle 5W (when, where, who, what, wanda), c'è soltanto da dire la loro e con il finale più tragico possibile, come se non fosse già abbastanza tragico vivere nel mondo di merda di oggi (non lo augurerei neanche ai miei figli, che infatti spero al momento della nascita che vengano risucchiati su un satellite di Giove, verso una società più giusta). Le notizie trattate poi da sole valgono il suicidio. Potrei già dire che mi tolgo la vita perché questo mondo non vale la pena di essere vissuto. Se la reincarnazione esiste, ci vediamo alla prossima.
Sarebbe riduttivo. Anche se il mondo ci rema contro, possiamo sempre avere noi delle nostre piccole oasi di tranquillità, un gruppetto di persone con cui risalire la corrente.
Ma viviamo in un'epoca di indifferenza, stretta dalle logiche di mercato, e la verità è che non ci sopportiamo più. Il discorso è sempre lo stesso: progettiamo di andare a vivere su Marte, ma non attraversiamo il pianerottolo per conoscere i vicini. Abbiamo davvero bisogno di più spazio? Forse sì, se vogliamo stare da soli.
Ps. Intanto comincio la prima tappa del mio piano verso il suicidio: dire alle persone importanti quanto siano importanti, e quanto mi ha fatto male la loro indifferenza. Parallelamente condurrò uno studio comparato sul suicidio (modi di praticarlo, suicidi e motivazioni eccellenti, rapporti coi media, impatto sociale, progettazione, ecc.).
L'alternativa resta sempre la vita bucolica. PErciò se avete un terreno da regalarmi questo è il momento migliore per farlo.
Se c'è una cosa che non sopporto più sono i "comunisti" figli di milionari che giocano a pagare il debito con la società facendo volontariato per dar da mangiare ai barboni. E' il loro modo di dire "scusate se sono più ricco di voi. Toh" lasciando intatto lo status quo. Ci mancano solo le telecamere a riprenderli. Quelli che poi se ne vanno in giro con gli occhiali da 200 euro, i pantaloni che da soli sono lo stipendio di un operaio, e guai a toccargli il cellulare! (Se loro sono contro il sistema, io che mi compro i vestiti agli stock cosa sono, un brigatista?)
Questi giovani, nei modi e nei rapporti così complessi ,scrivevo oggi durante la lezione di francese, auto-estraniandomi da questa categoria cui pure appartengo.
Se possiamo dire una cosa positiva, è che sono variopinti. Ma io odio le cose variopinte. Come i quetzal e le camicie hawaiane. Avete mai visto un quetzal? E' uno dei cinque motivi per cui non voglio andare in Amazzonia.
I cinque motivi per cui non voglio andare in Amazzonia:
1) la possibilità di incontrare un quetzal;
2) i migali avicolari. Sono ragni enormi, non velenosi, ma con un piglio arrogante e una pessima capacità dialettica;
3) gli indios tootsie: gente ospitale e gentilissima, ma che si tatua il corpo con ghirigori a immagine di camicia hawaiana (manica corta per gli uomini, lunga con frange le donne)
4) il clima. Sentire la pioggia che scroscia mi instilla il primordiale bisogno di orinare. In Amazzonia la mia vescica verrebbe proiettata in un'altra dimensione.
5) Maradona (eh sì).
E la chiamano lotta di classe.
Roma è una città che va veloce. Alle otto e mezzo di mattina ci sono già i muratori che bestemmiano nell'appartamento sopra al mio.
Altro che Gocciole.
Di questo passo ammazzo qualcuno.
Portatemi fuori di qui.
Va là che c'ho anch'io il MySpace.
C'è qualcosa di meno instabile?
Odio fare progetti, disfarli, rifarli senza sicurezza e senza riuscire a orientarmi.
Storie da Ingengeria a Roma3: gli assistenti che non sanno come si svolgono gli esami che devono supervisionare, la prof incapace che viene degradata ad assistente (altrettanto incapace) per poi scoprire che non era nemmeno abilitata. E allora cosa si fa? La si reintegra come professoressa in un altro corso.
Il mio prof di laboratorio di scrittura? Esercitazioni sulle trascrizioni senza sapere come si facessero le trascrizioni, confondendole un attimino con la stenografia.
Ma giurerei che la colpa non è sua. Chissà quali macchinazioni rettoriali ci sono dietro a corsi come questo...
il coro "faccela vedè, faccela toccà" è da annoverare tra le 10 cose più becere che siano state inventate dall'uomo maschio negli ultimi tempi